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Greetings from reggae latinos!
Jahmila è un gruppo di contaminazioni profonde, musica reggae, ragga, ska, patchanka, cumbia, rock, radici latine, musica militante, un viaggio attraverso i suoni e le culture delle strade del mondo. Sarebbe difficile narrare le peripezie di Alfredo Gomez (voce, chitarra) dalle periferie di Buenos Aires, all’arrivo in Europa come giocatore di rugby e alla sua carriera di musicista di strada, tra Bologna, la Sardegna e Roma, o dettagliare il percorso di Ana Carril (voce) da Madrid a Parigi, via Rennes ”rue de la soif” (via della sete, la via dei club di Rennes), corista con Mano Negra su Casa Babylon e con loro sull’avventura del “tren de Colombia”, poi cantante con Flor del fango, (gruppo con 2 ex-Mano Negra, con un disco su Edel).
Dal loro incontro a Roma con il bassista Romano Pasquini (carriera punk, innamorato di Sly e Robbie) nasce un trio acustico, che presto si espande in un sestetto, più duttile nel seguire il progetto melodico-ritmico dei Jahmila, che così si completa con il polistrumentista (sax, fisarmonica, percussioni) Salvatore Rossano, il batterista Fausto Casara (che vanta collaborazioni con Eddy Vedder!!)  e il chitarrista Cristiano Riccardi, vero animale da palco con esperienze che spaziano dal rock al blues alla musica leggera ed è in questa fusione di stili, personalità, culture, differenze che nasce la via al  reggae dei Jahmila. Una via roots e primitiva, che incrocia lingue (inglese, spagnolo, italiano) e stili, che converge in un suono che batte il tempo del cuore e della strada, il ritmo ipnotico del dub, esplosioni ragga e ska, vibrazioni sud americane, una fusione indefinibile, una patchanka meticcia, forse bastarda e per questo unica. Che si viene a concretizzare nel loro primo cd “Revolucion prohibida” uscito nel 2005 per la Gridalo forte (mitica etichetta della Banda bassotti), manifesto di convinzioni politiche e musicali (no energia nucleare!, no T.A.V. , legalizzazione!) che sbocca in una attività live senza quartiere che spazia tra ogni tipo di situazione, dal festival alla piazza, dal club alla spiaggia, spargendo incessantemente le sue positive vibration…Ed è dopo un concerto dove 800 persone hanno fatto vibrare il barcone  rischiosamente (affonderà tristemente nella piena di dicembre n.d.r.) ,che scambiamo qualche parola con i Jahmila :
Rasta snob: sembra quasi di stare a Buenos Aires…
Jahmila: Noi suoniamo una musica di strada, e la musica di strada è mondiale, il reggae e il rock li senti dappertutto, cambiati e trasformati dai luogi e dalle situazioni. A Buenos Aires non ci sono i soldi ma si suona 24 ore al giorno e i gruppi si evolvono con la città ,  gli stili  sono per le case discografiche , la musica buona non ha stile, è un groove universale…
R.S. : Quali sono le vostre influenze reggae ?
J.  :  Il roots  e il dub soprattutto , ma in generale un po’ di tutto, Burning spear, Toots, Culture, Sly e Robbie, Dub Syndicate, Israel Vibration, Luciano, Buju, Anthony B., Linton, John Holt, Studio One, Augustus Pablo, Sud sound system …
R.S : Progetti futuri
J. :Suonare, suonare, suonare… A dicembre siamo stati in Sardegna e, come sempre, l’ospitalità e le good vibes ci hanno “ ammazzato“, a febbraio saremo in Spagna  e Portogallo, poi in giro, sempre in giro...   
Greetings from Jahmila
http://www.jahmila.com
info@jahmila.com
da Rasta Snob febbraio 2006

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